L’ISOLA DEI CARCIOFI

L’azienda agricola “I Sapori di Sant’Erasmo” di Carlo e Claudio
Finotello, Venezia

Introduzione

Sant' Erasmo

Nella laguna di Venezia, tutto ha una sua speciale dimensione. In tempi passati, Sant’Erasmo era una striscia di terra che fronteggiava il mare.

Poi, con l’avanzamento di Punta Sabbioni, dato dai depositi trasportati dai fiumi Piave e Sile, è diventata un’isola, conservando l’originaria forma allungata tipica dei lidi, un rettangolo di oltre quattro chilometri per una larghezza tra i cinquecento e i mille metri. Ed è così che sin dal Cinquecento, Sant’Erasmo è famosa per essere l’orto della Serenissima.

L’arrivo del “Furbo”

I fratelli Carlo e Claudio Finotello abitano da sempre in quest’angolo verde della laguna e non lo lascerebbero per nulla al mondo. Nel 2007 hanno fondato qui la loro società agricola, a partire dall’azienda di famiglia, appartenuta prima ai nonni e poi ai genitori. Ne hanno fatto un’impresa che ora occupa anche le loro mogli e, quando necessario, alcuni collaboratori stagionali. Fanno vendita diretta di ortaggi di ogni tipo, che coltivano in parte in campo aperto, in parte in serra.

Nel 2017, grazie a un finanziamento del PSR, hanno potuto investire in un macchinario innovativo e polifunzionale, una sarchiatrice sviluppata dalla società veronese “Oliver Agro”, per poter operare nei piccoli appezzamenti tipici dell’isola, solcati da una rete di canalette di scolo, che servono a drenare l’acqua salmastra.

«I tecnici hanno pensato la sarchiatrice apposta per noi, rispondendo alle nostre esigenze e l’hanno battezzata “El Furbo”. Ora è stata perfezionata e viene venduta in diversi altri contesti, dove si opera in spazi angusti», racconta Carlo. L’arrivo di “El Furbo” ha cambiato in meglio la vita in azienda, rendendo il lavoro molto più agile. Il diserbo viene effettuato meccanicamente e allo stesso tempo le manine rotanti della sarchiatrice muovono la terra senza ledere le radici delle piantine e ammorbidiscono il terreno.

Prelibatezze per dogi

Sant' Erasmo

L’azienda dei fratelli Finotello è una delle tredici realtà aderenti al Consorzio del carciofo violetto di Sant’Erasmo, un Presidio SlowFood nato agli inizi del Duemila per tutelare e valorizzare questo ortaggio autoctono, che rischiava di scomparire.

Sul mercato, infatti, non reggeva la concorrenza con altri carciofi dal costo inferiore. Bisognava creare un marchio che permettesse al consumatore di distinguerlo e di apprezzarne il valore.

I primi boccioli che nascono in aprile sono i più ricercati: piccoli e tenerissimi, amarognoli all’inizio e poi dolci. Si chiamano “castraure” e, per assaporarle al meglio, vanno mangiate crude. Sono i carciofi più rari perché se ne raccoglie uno solo per pianta. E sono disponibili per un periodo limitato a circa dieci, quindici giorni.

«Noi veneziani distinguiamo anche i “botoli”, più grandi e dal sapore delicato, i “sottobotoli” e le “mazzette”, che crescono lateralmente. Con queste ultime, una volta si facevano i mazzi e si andava in barca a venderli al mercato. Infine ci sono i “fondi”, senza gambo e con poche foglie», specifica Carlo. «Ogni pianta in tutto dà complessivamente una ventina di carciofi delle diverse tipologie».

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Prodotti “a miglio nautico zero”

Prima del 2007, solo il 20% dei nostri ortaggi era destinato al consumatore finale, il resto era commercializzato all’ingrosso. Ma pian piano a Venezia hanno chiuso i fruttivendoli e i mercati di Rialto e del Tronchetto sono diventati sempre meno importanti .«I costi della logistica, per il trasporto su barca e su camion, non sarebbero stati più sostenibili ed era sempre più difficile per noi lavorare con pagamenti dilazionati. Eravamo a un bivio e abbiamo scommesso sulla vendita al dettaglio».

La strada intrapresa si è rivelata vincente. L’azienda agricola si è dotata di un sito internet per le prenotazioni degli ortaggi online, di una barca per le consegne e di un punto vendita aperto ogni giorno, nei pressi delle serre e della casa di famiglia. I due fratelli, poi, si sono dovuti organizzare per offrire un’ampia scelta di verdure. Sfruttano le serre e hanno suddiviso gli appezzamenti in modo da moltiplicare le coltivazioni, imparando anche a gestire quelle più complesse.

Come ogni cambiamento, anche questo ha richiesto sforzi e investimenti da parte dei due fratelli di Sant’Erasmo. «Ma ci sono tanti risvolti positivi, talvolta inaspettati», osserva Carlo. «Dà grande soddisfazione trattare direttamente con il consumatore finale, fornire un buon prodotto fatto con le nostre mani, che viene valorizzato per la sua qualità. E non necessariamente la verdura deve avere un aspetto estetico perfetto, richiesto invece nella vendita all’ingrosso.

Il destino nell’acqua

L’azienda “I Sapori di Sant’Erasmo” si trova nella parte centrale dell’isola e comprende terreni in posizione più elevata di altri, caratteristica peculiare del luogo. Dopo l’alluvione del 1966 è stato messo a punto un sistema di chiuse vinciane che proteggono l’isola dall’acqua alta fino ai due metri. Così, nell’autunno del 2019, Sant’Erasmo si è salvata proprio grazie a quest’opera di difesa. «Ma ho visto negli occhi delle persone più anziane, che hanno vissuto la tragedia del ‘66, la paura che si ripetesse. Siamo stati tutti con il fiato sospeso, finché il pericolo è passato», racconta Carlo.

«Come gran parte degli aderenti al consorzio, conserviamo i carciofi violetti sott’olio, ciascuno secondo la sua ricetta, in modo da poterli proporre ai turisti in qualsiasi periodo dell’anno. Siamo disponibili ad accompagnare le persone nei nostri campi e stiamo mettendo a punto percorsi per le scuole, come fattoria didattica». In fondo, non è grande la distanza che separa l’isola di Sant’Erasmo né dal centro di Venezia né dalla terraferma, raggiungibile dall’approdo di Cavallino Treporti.

Eppure, quando si sbarca a Sant’Erasmo, al Lazzaretto Nuovo e sulle isole minori, si ha la sensazione di entrare in una dimensione altra, dove dominano silenzio e tranquillità. Gli spazi della laguna sembrano distese liquide infinite, con terre che emergono e scompaiono a seconda delle maree.

Potenziale inesplorato

Sant' Erasmo

«Nemmeno da ragazzo ho mai percepito come uno svantaggio quello di vivere a Sant'Erasmo»,

afferma Carlo, «e sempre più sono convinto che l'ambiente lagunare racchiuda un grande potenziale non ancora pienamente espresso, che offre e offrirà in futuro sbocchi per un turismo verde, a dimensione di isola».

Azienda agricola “I Sapori di Sant’Erasmo

Finotello, Venezia


MISURA ATTIVATA:
Investimenti in immobilizzazioni materiali

PRIORITÀ EUROPEA:
L’intervento contribuisce a potenziare la redditività e la competitività delle imprese.

INTERVENTO PSR VENETO:
Creazione e acquisto di un innovativo macchinario per il diserbo meccanico, adatto a coltivazioni in spazi limitati.


I Sapori di Sant’Erasmo
Sant’Erasmo, Venezia