16 Dicembre 2021

Verso il Piano strategico nazionale: il lavoro svolto e le questioni aperte

Care lettrici e lettori,

 

per prima cosa ringrazio i rappresentanti del Tavolo regionale di partenariato PAC 2030 che hanno partecipato lo scorso 3 dicembre al webinar di confronto in vista della definizione del Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027. E’ stata un’occasione importante per condividere lo stato di avanzamento dei lavori, gli esiti degli incontri tra Regioni nella Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che la Regione del Veneto presiede in qualità di coordinatrice e l’esito dei confronti con il Ministero per le politiche agricole e nel Tavolo di partenariato nazionale.

 

La posizione del Veneto è fondata sul documento strategico “L’agricoltura veneta verso il 2030” predisposto dalla Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale del 2019 e articolata secondo la “Proposta veneta di quadro strategico” validata dal Tavolo regionale di partenariato nel novembre 2020.

 

In queste settimane stiamo lavorando senza sosta per portare il punto di vista delle Regioni nella costruzione del Piano strategico nazionale. In particolare abbiamo tenuto il punto su alcune questioni di carattere generale: la prima è la governance del Piano strategico Nazionale. Abbiamo ribadito più volte al Ministro per le politiche agricole che le Regioni devono avere un ruolo decisionale sull’intero PSN e mantenere le competenze di Autorità di gestione per gli interventi di sviluppo rurale. Abbiamo perciò proposto l’istituzione di una “cabina di regia” che governi il primo pilastro e dia indirizzi per i programmi regionali che dettaglieranno a livello regionale gli interventi di sviluppo rurale del PSN. Resta ancora aperto il punto relativo al confronto diretto tra le Regioni e la Commissione europea per l’applicazione di tali interventi. Su questo punto il dibattito è a livello europeo, la stessa Germania ha rivendicato il ruolo dei lander nell’attuazione della politica agricola.

 

La Commissione Politiche agricole ha esplicitato queste posizioni in un documento di sintesi consegnato al Ministro il 1 dicembre scorso. L’agricoltura italiana, come sanno tutti, presenta caratteristiche molto diverse a livello territoriale e non è facile tenere una posizione unitaria tra tutte le Regioni. Su molti punti però le Regioni sono compatte, dalla governance, fino alla richiesta di maggiori risorse, visto che la nuova PAC comporterà una diminuzione del 10% delle risorse sia nel primo che nel secondo pilastro. Alcuni settori avrebbero rischiato una riduzione critica del sostegno della PAC, come ad esempio quello zootecnico. Per questo abbiamo chiesto che il PSN individui chiaramente le priorità sulle quali investire e allo stesso tempo preveda delle “exit strategy” di accompagnamento per sostenere adeguatamente le filiere più colpite da effetti redistributivi conseguenti alla nuova PAC.

 

In questo senso si sta lavorando per un’applicazione graduale della convergenza interna dei pagamenti diretti del primo pilastro e per l’applicazione di criteri oggettivi per la ripartizione delle risorse per lo sviluppo rurale tra Regioni. Il FEASR non è un “fondo di mutualità” e non ha il compito di riequilibrare situazioni di squilibrio regionali. Deve sostenere la competitività delle imprese e lo sviluppo delle aree rurali e per farlo deve basarsi su criteri oggettivi e non su consuetudini. Si tratta di proseguire il ragionamento con tutte le Regioni anche tenendo conto complessivamente sia degli aiuti diretti (primo pilastro) che del sostegno allo sviluppo rurale (secondo pilastro).

 

Le Regioni stanno dando un contributo fondamentale nella redazione del PSN PAC 2023-2027 italiano con uno sforzo enorme, visto che solo poche settimane fa non c’erano o quasi documenti su cui lavorare. E stiamo registrando un positivo miglioramento delle prime proposte avanzate dal Mipaaf ed entro il 31 dicembre verrà presentato il documento che conterrà le scelte fondamentali per accompagnare l’agricoltura dei prossimi dieci anni.

 

Federico Caner – Assessore ai Fondi UE, Turismo, Agricoltura e Commercio estero

Regione del Veneto


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