12 Aprile 2022

Biologico: triplicate le risorse del PSR Veneto. I modelli di business delle aziende venete

Se gli ultimi due anni caratterizzati dagli effetti della pandemia e i recenti risvolti della guerra in Ucraina hanno rimesso al centro del dibattito politico la capacità di adattamento del nostro sistema agricolo e alimentare e l’attivazione di politiche e strumenti adeguati alla nuova situazione, il biologico rimane nel medio-lungo periodo una priorità per le politiche europee, nazionali e regionali. E questo anche in vista del raggiungimento del target del 25% di superficie agricola a coltivazioni biologiche, indicato nella strategia Farm to Fork, uno dei pilastri del New Green Deal, il piano decennale (al 2030) studiato per trasformare il sistema agro-alimentare di tutti i Paesi membri, rendendolo più equo, sano e rispettoso dell’ambiente.

 

Del resto, l’agricoltura biologica in Veneto è una nicchia sempre più forte, con eccellenze a livello nazionale, e rappresenta una priorità per la salute dell’uomo e dell’ambiente. All’evento Veneto Biologico ospitato all’M9 e organizzato dalla Regione del Veneto e Università Ca’ Foscari Venezia, oltre un centinaio di operatori, enti e organizzazioni del settore sono tornati a confrontarsi e discutere, finalmente in presenza, sull’evoluzione di un settore chiave per il futuro dell’agricoltura, dell’ambiente e della salute, nella cornice di uno scenario internazionale delicato. Tra i relatori il Direttore PQAI, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Pietro Gasparri, Giorgio Trentin della Direzione Agroalimentare Regione del Veneto e il Direttore dell’Autorità di Gestione del PSR 2014-2020 per il  Veneto Franco Contarin.

 

Agricoltura biologica in Veneto: i numeri del settore e il ruolo della Regione

A confermarlo sono i dati del settore: in 7 anni (2013 – 2020) sono qualche migliaio gli operatori che hanno scelto questo di convertire al bio la propria attività agricola, dal vitivinicolo all’ortofrutta, dalle grandi colture fino agli allevamenti, passando da 1.804 a 3.808. Nello stesso periodo gli ettari di superficie agricola destinati al bio sono triplicati, aumentando da 15.202 a 45.999 e si prevede un ulteriore incremento dell’estensione grazie alle nuove risorse europee stanziate dal Programma di Sviluppo Rurale gestito dalla Regione del Veneto

Attraverso i fondi europei, nazionali e regionali, il PSR Veneto 2014 – 2020 ha finora sostenuto complessivamente 2.696 operatori biologici, pari all’11% di tutti i beneficiari del programma. 

In 5 anni le risorse stanziate dalla Regione per la specifica misura per l’agricoltura biologica (Misura 11) sono passate dai 21,8 milioni di euro del 2015 ai 58,8 del 2021. Grazie a questo incremento è stato possibile attivare un nuovo bando PSR da 15 milioni di euro, attualmente aperto e che scadrà il 16 maggio

Dal punto di vista dell’impatto, attraverso i bandi della Misura 11 attivati dal 2015 in poi, il PSR Veneto ha permesso la conversione al biologico di 296 imprese, un sostegno particolarmente significativo, tenuto conto che i produttori bio rappresentano il 4,5% di tutte le imprese agricole venete. Il PSR ha inoltre sostenuto pratiche biologiche su 11.256 ettari, pari al 24,5% della SAU biologica veneta, e ha sostenuto il 30% degli attuali produttori biologici regionali (elaborazione su dati SINAB 2020).

 

Atlante dei modelli di business delle imprese del biologico 

Che il settore biologico del Veneto sia un tassello sempre più importante dell’agroalimentare italiano di qualità si misura anche nella presenza di molte aziende leader della trasformazione e distribuzione e nella tipologia di produzioni ad alto valore aggiunto interessate dalle pratiche biologiche, come la viticoltura e le altre coltivazioni permanenti.

Nel corso dell’evento, i relatori Christine Mauracher e Vladi Finotto, docenti del dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia e membri del team di ricerca dellAgrifood management & Innovation Lab, hanno presentato i risultati sullo studio l“Atlante dei modelli di business delle imprese del biologico” nato dalla convenzione tra la Regione del Veneto e l’Università Ca’ Foscari Venezia nel quadro del Programma di Sviluppo Rurale del Veneto 2014-2020. 

Si tratta di uno studio inedito sui modelli di business del biologico in Veneto, realizzato attraverso un disegno di ricerca qualitativo e in profondità basato sull’analisi di 30  casi aziendali di  filiere e comparti diversi. Dagli ‘innovatori nascosti’ agli ‘innovatori pragmatici’, dai ‘leader di filiera’ ai ‘gregari’ e alle ‘imprese rinate’, l’Atlante fotografa  le dinamiche, le performance e le strategie dei diversi modelli di impresa bio, offrendo uno spunto di dibattito per comprendere l’evoluzione del comparto, orientare le politiche pubbliche e indirizzarle verso i bisogni degli operatori. 

 

Il talk “Una terra da inventare” – le storie e le voci dei protagonisti

L’evento ha dato voce anche ai veri protagonisti del settore, produttori e operatori coinvolti nello studio e beneficiari del PSR Veneto: stimolati dalle domande dalla giornalista Elisa Corazzini, autrice del volume “Una terra da inventare – Il Veneto rurale in cammino”, hanno raccontato la propria scelta ed esperienza di sostenibilità. 

Sono il giovane Elia Antoniazzi che gestisce con la sua famiglia l’ Azienda agricola biologica “La Rindola” nell’Alta Valle del Chiampo (Altissimo – VI) in una scelta maturata durante gli studi universitari in Scienze Forestali; Giacomo Antonini, che dopo 15 anni a Milano nel commercio dei eccellenze alimentari di piccoli produttori italiani, si trasferisce in Veneto e con un lungo percorso produce il primo uovo biologico prodotto ai piedi delle Dolomiti Bellunesi a Limana (BL), nella sua azienda “Luovo dalle Dolomiti”.

 

Sara Menin lavora ormai da 20 anni nel mondo ortofrutticolo occupandosi marketing e comunicazione all’interno dell’azienda “L’Insalata dell’Orto” di Mira – VE, che da oltre 15 anni produce insalate biologiche destinate al mercato italiano ed estero.

Ivo Nardi invece è nato e vive a Farra di Soligo, dove dal 1985 è amministratore e presidente della cantina biologica Perlage srl, società Benefit, una realtà fortemente orientata alla ricerca e all’innovazione finalizzate all’applicazione di tecniche vitivinicole a basso impatto ambientale e rispettose per la comunità residente.


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