28 Luglio 2022

Editoriale – Come sarà la nuova politica di sviluppo rurale in Veneto

Care Lettrici e Lettori,

nelle scorse settimane, dopo aver chiuso positivamente il 21 giugno 2022 il lungo e complicato negoziato nazionale per il riparto delle risorse per lo sviluppo rurale 2023-2027, la Regione del Veneto ha presentato ai rappresentanti del sistema agricolo e rurale regionale – riuniti nel Tavolo regionale di partenariato per la PAC2030-, il quadro strategico e gli interventi a sostegno dello sviluppo rurale.

Si è trattato di un passaggio fondamentale per tutto il settore, perché siamo di fronte alla fase fondativa dell’attuazione del nuovo Piano strategico nazionale della PAC, secondo le specificità proprie della nostra regione.

In questi giorni i rappresentanti del Tavolo regionale di Partenariato PAC 2030, composto da 88 rappresentanti istituzionali, economici, sociali e ambientalisti del settore rurale veneto, sono chiamati a elaborare e presentare le osservazioni all’impianto strategico generale e agli specifici interventi selezionati per il Veneto.

I risultati della consultazione online saranno parte integrante del lavoro di definizione del “Complemento regionale per lo sviluppo rurale”, ovvero il documento che declina il Piano strategico nazionale e permetterà di attuare nei prossimi cinque anni la politica di sviluppo rurale  in modo coerente alle caratteristiche e ai fabbisogni del Veneto.

La proposta del “Complemento regionale” è stata prima adottata dalla Giunta e poi approvata il 27 luglio dal  Consiglio Regionale.  Successivamente, anche sulla base degli esiti della consultazione online e dell’approvazione del Piano strategico nazionale PAC da parte della Commissione europea, la Regione lavorerà alla versione definitiva del Complemento regionale, che dovrà essere approvato entro la fine del 2022.

Il processo di elaborazione degli interventi per l’attuazione della politica di sviluppo rurale è stato quanto mai impegnativo. Dall’esterno è probabilmente difficile percepire le difficoltà che l’assenza di una governance ben definita e l’attivazione di un Piano nazionale che per la prima volta mette insieme primo e secondo pilastro della PAC, hanno creato al lavoro delle strutture regionali, chiamate ad operare in un quadro di incertezza e che ciononostante hanno presidiato con puntualità ogni passaggio nella definizione dei nuovi interventi assicurandone l’affinità con le esigenze regionali.

I prossimi mesi saranno decisivi. La risposta alle osservazioni della Commissione europea e la definizione del Piano strategico nazionale, saranno due momenti particolarmente delicati, dopo i quali potremo finalmente assestare tutte le specifiche regionali che dovranno permettere al Veneto rurale di avere strumenti di sviluppo importanti per affrontare le sfide che ci attendono.

 

Direzione ADG FEASR Bonifica e Irrigazione

Regione del Veneto


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